L'Europeo è finito e a distanza di due giorni è tempo, almeno per il sottoscritto, di analizzare la situazione del buon Cesare Maldini Prandelli.
Ha cominciato la sua avventura azzurra con molte riserve da parte del "mondo pallonaro" italiano, che lo vedevano troppo "acerbo" dal punto di vista internazionale per poter riportare l'Italia ai grandi fasti dell'Anno di Grazia 2006 - che poi, a mio modesto parere, non ci voleva chissà cosa per far meglio della spedizione sudafricana di Lippi.
Adesso il buon Cesare se ne ritorna a casa sì sconfitto da una Spagna oggettivamente superiore, ma consapevole di aver vinto un secondo posto che molti, me in primis, non si aspettavano.
Un pareggio, appunto.
Un pareggio ci aveva fatto ben sperare all'esordio nella competizione, dove abbiamo strappato un punto alla squadra che poi, due settimane dopo, ci avrebbe affossato.
Un pareggio aveva fatto poi tremare un Paese e allo stesso tempo tornare a galla quell'insicurezza difensiva che tanto, purtroppo, a volte ci contraddistinge.
Un pareggio, fortunatamente sventato, ha permesso ai più pessimisti di dare l'Italia già per spacciata, vittima del temibile Euro-Biscotto (che in confronto gli Euro-Bond o lo Spread sono carezze, cose da nulla)
Un pareggio ci ha prosciugato le energie in vista delle ultime future due partite.
Cosa ha sbagliato Prandelli?
Contro la Spagna ha sbagliato a giocare...come la Spagna. Sarà che sono cresciuto a "Pane e Materazzi", ma io avrei giocato duro, sia a livello di pressing che a livello di contrasti, per sperare in un affievolimento del gioco spagnolo. In pratica, si dovevano spaventare anche solo a toccare la palla! Pena l'asportazione di tibia, perone e - col bonus - pure il malleolo. L'allora esperimento della difesa a 3 poteva essere riproposto, soprattutto per l'ottima condizione di Balzaretti - lasciato fuori per favorire un, ahimè, non recuperato Befano Chiellini. Il centrocampo costruito in quel modo ha lasciato troppo spazio agli esterni spagnoli, bravi a sfruttare quei passaggi che, tra gli 857292938427348 effettuati, erano filtranti. (qualcuno lì infondo ha detto Jordi Alba?)
Certo, la sfiga ha voluto lavorare domenica sera...ma se avesse messo in campo Diamanti (non quello del Bologna, ma il suo gemello forte) e non Thiago Maxicono Motta, forse non saremmo rimasti in 10 e qualcosa l'avremmo pur potuta fare.
Dove ha vinto Prandelli?
Inutile, però, piangere ora sul latte versato. Se c'è una cosa su cui Prandelli ha vinto è quella di aver creato un gruppo in cui esperienza e freschezza giovanile si sono fuse in maniera splendida.
Prandelli ha vinto perchè ha costruito, partendo "alla spagnola" dal blocco-Juve, un gruppo di sicuro avvenire. Con i vari Destro, Ranocchia, Verratti, Schelotto, Sciacca l'Italia del futuro sarà davvero temibile. E badate bene, capoccia della FIGC: con futuro intendo già da qui a qualche mese.
Prandelli ha vinto perchè ha riavvicinato il Bel Paese di mingua alla Nazionale, snobbata magari in tempi in cui i Top Player sono stranieri e si vedono solo nei club o nelle competizioni europee di quest'ultimi. Come si dice: tira più un pelo di straniero che un carro di nazionali.
Adesso date a Cesare quel che è di Cesare (cit. colta, ammuccamu), ovvero la possibilità di fare degli stage con frequenza ottimale, in modo da poter valutare l'andazzo dei giocatori e avere la possibilità concreta di inculcare (inculcare, inculcare) una vera e propria filosofia di gioco che possa arrivare a far dire, tra qualche anno, << Ma che bello il gioco all'italiana >>.
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