Quanto riportato è un vecchio "elaborato" scritto dal sottoscritto (quindi sottoscrittoscritto?) quando ancora pensavo Snejder potesse rimanere all'Inter. E siccome pensavo la stessa cosa di Coutinho, inizio a pensare di pensare un pò troppo....
Quando ti ritrovi in una radura o in un bosco e vedi
una casa, antica, diroccata, con la natura che se la sta quasi per inglobare, a
te un dubbio viene: non sarà mica infestata? Così è facile capirlo. A volte
però le apparenze possono ingannare.
Landa di Appiano Gentile, Contea
della Pinetina. E’ qui che sorge il Maniero Inter, da dove in anni passati si è
dominato su tutta Europa. Il Maniero e tutte le terre attorno sono rigogliose e
risplendono di antichi fasti che ancora non vogliono ritornare, anche se tutti
gli abitanti del feudo sono convinti che manca poco. Da qualche anno si è
insediato un nuovo comandante: alto, di bell’aspetto, di discendenza Flavia,
Andrea Stramaccioni, detto “Er Strama”, è riuscito in poco tempo a convincere i
suoi – seppur pochi – detrattori, che lo consideravano inesperto perché non
apparteneva a chissà che alto lignaggio. Affiancato da alcuni dei combattenti
più anziani della Casata, come il Capitano Bionico, Esteban l’Onnipresente, Il
Muro, e da alcune nuove leve come Il Giaguaro Colombiano e Samurai-Jet, “Er
Strama” ha risollevato le sorti del casato in quest’ultimo anno e mezzo.
In tutte le grandi Casate, in
tutte le grandi corti, c’è il Campione, quello con la C maiuscola; il
combattente infallibile che viene chiamato anche per combattere in nome della
propria Casata. Il Campione della Pinetina veniva dall’Olanda ed era
infallibile nel combattimento a due piedi: era il “Papavero Scarlatto”. Durante
la Campagna di Ranieri, predecessore di Andrea Er Strama, il Papavero Scarlatto
venne gravemente ferito, nell’orgoglio. Queste ferite non guarirono mai e, con
disperazione di tutto quel mondo che aveva ormai imparato ad amarlo da amico e
rispettarlo da nemico, lo portarono al decesso sportivo. La sua anima però ha
continuato a vagare per il Maniero Inter, disturbandone la quiete con ululati
in olandese, rumore di catene, tiri a giro sul secondo palo. Il comandante
tecnico Stramaccioni e Re Moratti II, proprietario effettivo di tutto il feudo
(e se gli girano, pure di casa vostra) riuscirono grazie all’aiuto di Mago
Branca ad evocare tangibilmente lo spirito del defunto Papavero Scarlatto. Gli
diedero l’opportunità di tornare in vita, a patto che spalmasse il suo oneroso
ingaggio negli anni così rinnovati. Il campione rifiutò, e rifiutò ancora, e
ancora. Rimase così a vagare nel maniero, cosa che fa tuttora, con il nuovo
nome che gli è stato affibbiato per non aver voluto ancora spalmare: tremate al
cospetto del Fantasma Olandesino.
Tutte le famiglie hanno momenti
di crisi tra membri al loro interno; forse essere una “famiglia” è anche
questo. Inutile dire che i tifosi e credo anche gli stessi interessati sperano
che la faccenda si risolva il più presto possibile, in modo che il Fantasma
Olandesino risorga e torni a mietere vittime sul campo (a trenta a trenta, che
come numero sul campo va di moda) col nome di Papavero Cremisi.
Come invece penso ormai saprete, il Fantasma Olandesino decide di emigrare, anima in spalla, nel più caldo, accogliente e ricco Oriente. Che tu possa, per te stesso, tornare ad essere il Papavero Cremisi. Ma guai a te se incrocerai i piedi con noi.
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